Racconti discutibili in cui imparo a conoscermi un pezzo alla volta inciampando nelle politica.
- Dov'è la mia Kefiah?
Mi capita spesso di perdere cose mie ma non per mano mia.
In Sicilia, da quando sono partito, la bellezza di quasi dieci anni fa, non torno spesso. Torno si, ma non quanto vorrei. Quest’anno sono riuscito a passare più di un mese continuativo a casa, cosa che, come sempre, mi porta ad ordinare cose e pensieri della mia vita. Alimenta le idee come sostanze stupefacenti che, appunto, hanno sempre controindicazioni.
Mentre frugavo nell’armadio della mia camera alla ricerca di un paio di pantaloncini per andare a correre, mi sono ricordato che avevo una Kefiah molto bella regalatami dalla collega comunista di mia madre molti anni fa. La Kefiah… dove maledizione si trova. Ho praticamente smantellato una stanza, accusando la casa, mia madre, mio fratello e Dio di far sparire sistematicamente le cose che tengo in quella stanza. Una specie di maledizione che mi “assicuta”. Prima il costume, poi i cavi del mixer, poi dei libri e ora le Kefiah. La Kefiah, quando l’avevo l’ultima volta? Ripercorrendo gli ultimi cinque anni a ritroso mi ricordo di averla usata a Roma. La tenevo sempre attaccata allo zaino, sempre, mai staccata. Poi l’illuminazione, il pezzo mancante che, a dirla tutta, mi ha fatto incazzare ancora di più.
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